29 gennaio 2007

Una canzone di Ivano Fossati: La costruzione di un amore

La costruzione di un amore
spezza le vene delle mani
mescola il sangue col sudore
se te ne rimane

La costruzione di un amore
non ripaga del dolore
è come un altare di sabbia
in riva al mare

La costruzione del mio amore
mi piace guardarla salire
come un grattacielo di cento piani
o come un girasole

ed io ci metto l'esperienza
come su un albero di Natale
come un regalo ad una sposa
un qualcosa che sta lí
e che non fa male

E ad ogni piano c'è un sorriso
per ogni inverno da passare
ad ogni piano un Paradiso
da consumare

dietro una porta un po' d'amore
per quando non ci sarà tempo di fare l'amore
per quando vorrai buttare via
la mia sola fotografia

E intanto guardo questo amore
che si fa più vicino al cielo
come se dopo tanto amore
bastasse ancora il cielo

e sono qui
e mi meraviglia
tanto da mordermi le braccia,
ma no, son proprio io
lo specchio ha la mia faccia

sono io che guardo questo amore
che si fa più vicino al cielo
come se dopo l'orizzonte
ci fosse ancora cielo

e tutto ciò mi meraviglia
tanto che se finisse adesso
lo so io chiederei
che mi crollasse addosso

E la fortuna di un amore
come lo so che può cambiare
dopo si dice l'ho fatto per fare
ma era per non morire

si dice che bello tornare alla vita
che mi era sembrata finita
che bello tornare a vedere
e quel che è peggio è che è tutto vero
perché

La costruzione di un amore
spezza le vene delle mani
mescola il sangue col sudore
se te ne rimane

la costruzione di un amore
non ripaga del dolore
è come un altare di sabbia
in riva al mare

E intanto guardo questo amore
che si fa più vicino al cielo
come se dopo tanto amore
bastasse ancora il cielo

e sono qui
e mi meraviglia
tanto da mordermi le braccia,
ma no, son proprio io
lo specchio ha la mia faccia

sono io che guardo questo amore
che si fa grande come il cielo
come se dopo l'orizzonte
ci fosse ancora cielo

e tutto ciò mi meraviglia
tanto che se finisse adesso
lo so io chiederei
che mi crollasse addosso

Sì.

22 gennaio 2007

16 gennaio 2007

L'angelo che dorme

Segreto dietro al tempo di questo cielo,
dorme un angelo non più maledetto.
Le ali piega molli e tranquille,
sogna il tempo che ci aspetta,
le foglie di altri autunni,
le rondini di altri blu primaverili.
Una voce buona gli canta la ninna nanna,
parole lontane e dolci come la risacca,
una mamma non matrigna,
una carezza senza dolore.
Le piume delle sue ali
brillano nella luce,
e splenderanno ancora
quando i suoi occhi si apriranno.

03 gennaio 2007

Bambini


Bimbi, cielo grigio,

stretti e vicini contro il cielo e l'orizzonte.

Sorpresi dal futuro, esposti al destino.

Piccoli. Bimbi, cuori piccoli.

Il tuo abbraccio, il mio abbraccio,

tutta la forza possibile.

Bimbi, piccoli piedi, piccole mani,

esposti, abbracciati stretti. Su questa terra.

In fondo veramente liberi dal destino.

02 gennaio 2007

La grandine

Vento e foglie in aria, aria a vortici,
splendente ventoso gennaio 2007.
Scende qualche lacrima dai miei occhi,
e mi porta via, via da te, via da questo tempo.

Sbattono come farfalle impazzite i pensieri
tra le pareti lucide della mia mente,
cristallo trasparente nulla lascia vedere.

Cristalli tondi e duri scendono dal cielo,
granuli bianchi freddi,
sorprendenti gocce di freddo rimbalzano
sui marciapiedi del cuore.

Voragine divora e logora nel petto,
scandiro' altri sogni o li riaccendero',
mille volte ancora, fino all'ultimo battito.